FESS

CHIRURGIA ENDOSCOPICA DEI SENI PARANASALI (F.E.S.S.)

La chirurgia funzionale endoscopica dei seni paranasali (FESS) cardine della terapia chirurgica della sinusite e dei seni paranasali è una tecnica che sfrutta endoscopi nasali attraverso le narici evitando tagli cutanei. Endoscopi con diametri diversi per adulti e bambini ed una grande varietà di angolazioni per garantire una buona illuminazione dell’ interno della cavità nasale e dei seni paranasali. Telecamere ad alta definizione, schermi ed una serie di strumenti chirurgici aiutano nell’identificazione e nel ripristino delle normali vie di drenaggio e ventilazione tra il naso e le cavità sinusali.
La sinusite cronica è una patologia nasale in cui i seni paranasali non riescono a svolgere adeguatamente la loro funzione di drenaggio, a causa di un’infiammazione delle vie di passaggio delle secrezioni nasali. Un cattivo drenaggio delle secrezioni e un conseguente ristagno di questo materiale secretorio nei seni nasali, può causare un’infezione in maniera cronica. Per ripristinare il flusso corretto di queste secrezioni è necessario intervenire chirurgicamente, rimuovendo le membrane d’osso e la mucosa che ostacolano il corretto drenaggio ai seni paranasali.

Sintomi e Diagnosi della sinusite

I sintomi sono diversi da stato a stato della sinusite. La sinusite acuta può evidenziarsi attraverso una secrezione nasale muco-purulenta (detta Rinorrea), una difficoltà respiratoria accompagnata da una sensazione di pesantezza oppure attraverso un dolore all’altezza delle guance, della fronte o, in alcuni casi, al vertice alto della testa. Questi sintomi peculiari sono maggiormente riscontrabili la mattina al risveglio. Meno frequentemente è possibile riscontrare stati febbrili o gonfiori della faccia o dell’occhio, ma possono indicare possibili complicazioni.
La sinusite cronica presenta una sintomatologia meno evidente, rappresentata da uno scolo nasale, in alcuni casi catarrale, da tosse persistente che si manifesta prevalentemente di notte e da un’ostruzione nasale. In alcuni casi potrebbe diventare causa di Disosmia e Ageusia, riducendo la percezione, rispettivamente, di olfatto e gusto.

La definizione del grado di sinusite che affligge il paziente è determinata dalla durata dei sintomi. Si definisce la sinusite acuta quando i sintomi persistono per non più di 30 giorni, mentre viene definita cronica per periodi superiori.
La sinusite cronica è una patologia frequente nei soggetti che accusano un deficit del sistema immunitario con, ad esempio, il diabete. La patologia è frequente anche in coloro che presentano anomalie anatomiche delle cavità nasali, allergie, o che soffrono di reflusso gastro-esofageo.

Particolari patologie riferite all’arcata dentale o interventi odontoiatrici sull’arcata stessa, possono ingenerare una peculiare tipologia di sinusite, detta odontogena, la quale si manifesta esclusivamente sui seni mascellari.
La diagnosi prevede una visita otorinolaringoiatrica* completa con un esame scrupoloso delle cavità nasali. In caso di sinusiti croniche o anche ricorrenti si esegue, in aggiunta alla ORL, una TAC maxillo-facciale.

Prima dell'intervento chirurgico

Il protocollo di preparazione prevede una terapia pre-intervento al fine di preparare i seni paranasali alla pratica chirurgica.
Nelle due settimane che precedono l’intervento si deve sospendere l’assunzione di farmaci contenenti ibuprofene, l’aspirina e suoi equivalenti come il Vivin C ad esempio, antinfiammatori FANS, vitamine e altre sostanze che verranno indicate dal medico in un elenco dettagliato, anche in base alla vostra storia clinica. E’ consentito l’utilizzo in caso di necessità del paracetamolo (Efferalgan o Tachipirina, ad esempio) nei giorni precedenti l’intervento. Nel caso il paziente debba assumere anticoagulanti, è bene lo faccia presente, per concordare le modalità di sospensione o cambiamento della terapia con il chirurgo.
I fumatori dovrebbero sospendere il fumo nel periodo peri-operatorio, per evitare di contribuire col fumo alla formazione di cicatrici, causa di guarigione non completa e, in casi estremi causare una ridotta inefficacia dell’intervento eseguito.

Il giorno dell'intervento chirurgico

Ci impegniamo ad adoperare l’anestetico minimo necessario per guarantire una perfetta analgesia per ogni tipologia di paziente ed intervento. L’operazione ai seni paranasali normalmente viene eseguita in anestesia generale. Su richiesta del paziente, e se il chirurgo lo ritiene possibile, l’intervento può essere eseguito in sedazione o addirittura in anestesia locale.

Le condizioni di degenza dipendono dalla situazione individuale del paziente; pertanto l’operazione può avvenire in regime ambulatoriale (sia presso questo studio medico che presso le strutture sanitarie di riferimento) oppure, come spesso consigliato, con pernottamento presso la struttura sanitaria, nonché in Day Hospital.

Le strutture di riferimento di questo studio sono la Casa di Cura Clinica Parioli e la Casa di Cura Mater Dei, entrambe con elevati standard di qualità e professionalità, posizionate in prossimità dello studio.

Il nostro particolare approccio chirurgico ci permette nella maggioranza dei casi di rinunciare al tamponamento endonasale. In ogni caso – se necessario – è previsto un tamponamento non superiore a due giorni. Utilizziamo dei tamponi morbidi ed assorbenti, facilmente applicabili e rimovibili in maniera indolore.

Il periodo post-operatorio

Il successo dell’operazione dipende molto dal comportamento del paziente e dai controlli periodici post-operatori che verranno programmati dal chirurgo. Durante questi controlli vengono pulite le narici per garantire una buona ventilazione nasale. Attraverso l’endoscopia nasale*, il chirurgo sarà in grado di verificare lo stato di guarigione dei seni paranasali.
Questi controlli postoperatori di breve durata vengono eseguiti solitamente per un periodo da 2 a 3 settimane.
La chirurgia endoscopica nasale apporta un considerevole miglioramento dei sintomi della sinusite e spesso è la cura definitiva.

Il periodo di convalescenza

Il paziente dovrà porre particolare attenzione alla ripresa delle attività fisiche nelle due settimane successive l’intervento. Evitare di sollevare pesi e fare sforzi in generale.
La ripresa delle normali attività domestiche o dei classici quattro passi quotidiani sono ammessi, mentre le attività fisiche più pesanti dovranno essere sospese nella settimana immediatamente successiva all’operazione chirurgica. Sarà possibile riprendere l’attività fisica, in maniera limitata, durante la seconda settimana. Solitamente i nostri pazienti riprendono l’attività lavorativa al 3° – 4° giorno postoperatorio.
Detto ciò, Vi invitiamo comunque a discutere il Vostro caso specifico con noi per stabilire un piano terapeutico personalizzato.